Hummel, Moscheles, Alkan, Raff, Gottschalk sono tutti compositori dell’Ottocento, direttori d’orchestra e soprattutto pianisti. Le loro origini sono varie (Svizzera, Stati Uniti, Ungheria, Repubblica Ceca, Russia) e la loro musica viene eseguita raramente. Sarà perché le loro composizioni sono veramente impegnative, sarà perché in genere vengono preferititi musicisti più famosi, di fatto sono stati a lungo trascurati dalla cultura musicale ufficiale. Ma c’è un giovane pianista che li conosce bene, che li ha scovati, li ha studiati e li ha proposti in concerto con coraggio: Alessandro Marino.
La Camerata Musicale, nella persona del direttore artistico, il maestro Antonioni, si è affidata a questo giovane pianista di appena 24 anni per offrire ai soci un concerto straordinario di apertura (non quella ufficiale) per la 70^ Stagione. Alessandro è siciliano di Mazara del Vallo, ed è uno di quei ragazzi modello da 10 lode in tutto e per tutto. Ha preso sempre il massimo dei voti: al liceo scientifico, al Conservatorio di Trapani, al conservatorio di Cesena; ha fatto incetta di premi in vari concorsi pianistici fino a vincere lo scorso anno la rassegna Nuove Carriere. Molti sono andati al concerto, al quale si accedeva solo per invito, con quell’atteggiamento preconcetto di sufficienza che di solito si ha nei confronti di artisti sconosciuti, soprattutto se sono giovani e non si sono mai esibiti prima sul posto. Il concerto è stato un autentico, insospettato trionfo. Già, perché Alessandro ha dimostrato vera stoffa da musicista di talento: passione, intelligenza, padronanza assoluta dello strumento, estrema disinvoltura nel trattare la materia, senza alcuna presunzione. Tutti quei compositori citati all’inizio, più il noto Rachmaninov, sono considerati virtuosi dello strumento, e i brani scelti da Alessandro richiedono una tecnica straordinaria, velocità di esecuzione e una grande preparazione fatta di lunghi esercizi quotidiani. In particolare gli studi della sinfonia Op. 39 di Alkan o “Le bananier (chanson nègre)” di Gottschalk sono considerate fra le pagine più difficili e ardite dell’intera letteratura pianistica. Bene per Alessandro sembrava quasi un divertimento: lui ha suonato tutto in maniera essenziale, senza fronzoli, con la professionalità di un concertista consumato e, soprattutto, senza fare ricorso agli spartiti. In una parola: eccezionale! A soli 24 anni! Gli applausi scroscianti non gli hanno montato affatto la testa. Ha dovuto eseguire tre bis per placare i desideri del pubblico: una sua trascrizione di una sigla televisiva, “La donna cannone” di De Gregori e un pezzo di Brahms. Le premesse perché diventi un grande pianista ci sono tutte. Adesso lasciamo crescere questo ragazzo, diamogli il tempo di costruire carattere e personalità, e quella sensibilità d’animo da trasferire nella musica che solo i grandi hanno. Alla fine del concerto Alessandro schermendosi ha incassato complimenti, strette di mano e pacche sulle spalle. E c’è stato pure chi gli ha chiesto l’autografo!In bocca al lupo, Alessandro
Gianfranco Morisco (Bari, Puglia live)



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