Anche Marsala ha la sua indignazione da mostrare, ma fortunatamente in maniera critica, propositiva e sopratutto non violenta: su Facebook è apparsa la pagina "Indignati Marsala" ,
uno spazio virtuale di confronto e dibattito, un non-luogo di apertura mentale per discutere, preparare, propugnare quella "ribellione civile", democratica, popolare e, ripeto, non violenta, di cui questo nostra città, ormai abbandonata a se stessa, ha urgente e disperato bisogno.
Perchè ... ribellarsi ed indignarsi è giusto!
Come si fa per esempio a non indignarsi per come sono non-mantenute (o forse ben mantenute indecentemente) le aiuole spartitraffico che sono presenti nel nostro territorio? Le foto sono eloquenti ma capisco che le soluzioni sono impossibili ed assurde, ovvero tosarle ogni tanto: è proprio così difficile? Altrimenti si potrebbe benissimo, come fatto in alcune ex-aiuole, stendere un dolce e candido strato di cemento, anche colorato di verde, in modo da tenere pulito il sito o quanto meno meno sgradevole alla vista.
Ma è possibile che ci deve sempre indignare, anche per le piccole cose?
Piero Pellegrino, marsalese indignato.


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