L'ordinanza di custodia cautelare che ha portato in carcere un presunto corriere della droga nigeriano non è tradotta dall'italiano in inglese e il Tribunale del Riesame annulla l'arresto.
E' accaduto a Palermo. Ayo Akindele, 29 anni, il nigeriano tornato in libertà, non parla italiano e secondo i giudici aveva invece il diritto di leggere l'ordine di custodia cautelare anche in inglese.
A rendere nota la vicenda è il legale del nigeriano, l'avvocato Giorgio Bisagna che da sempre si occupa di immigrati. Nel provvedimento i giudici del Tribunale del Riesame, Antonella Consiglio, Giuseppina Di Maida e Filippo Serio, citano la Convenzione per la Salvaguardia dei diritti dell'uomo e il Patto internazionale realtivo ai diritti civili dell'uomo.
"Non vi è alcun dubbio - scrivono i giudici - che il provvedimento applicativo di una misura cautelare costituisca un atto funzionale alla comprensione dell'esatto significato della natura e dei motivi dell'accusa mossa nei confronti di un indagato. Ecco perché deve essergli notificato nella lingua da lui compresa".
Da qui la decisione di dichiarare "nulla l'ordinanza emessa dal gip lo scorso 8 settembre" limitatamente alla posizione del nigeriano che fu arrestato nell'ambito dell'operazione 'Golden eggs' (uova d'oro, ndr) "disponendo che l'uomo venga immediatamente scarcerato" se non detenuto per altra causa.


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