Due funzionari inviati da Bruxelles per verificare se quel che Berlusconi aveva promesso nella sua lettera d’intenti cominciava ad essere attuato si sono trovati di fronte a ministri caduti letteralmente dalle nuvole, “nessuno ci ha avvertito del vostro arrivo…”.
Qualche settimana fa il quotidiano The New York Times aveva scritto che “il caso dell’Italia è un monito per molte presunte democrazie occidentali, che a causa del benessere sono diventate compiacenti, hanno permesso a fin troppa stupidità di creare danni”.
“Ogni minuto che passa, è una dimostrazione di inaffidabilità e di criminale irresponsabilità”, mi dice il giornalaio sotto casa, “cosa dobbiamo fare perché lui se ne vada?”, e “lui” potete bene immaginare chi sia. Mai come in queste ultime ore, l’argomento principale delle nostre conversazioni ruota attorno alla poilitica economica (di conseguenza, della politica in generale). Per cercare di stoppare il salasso continuo, logica vorrebbe che chi è causa di questo scempio politico-finanziario venga neutralizzato. Chi concede tempo a Berlusconi ne è suo complice: assistiamo infatti a grotteschi siparietti da parte di governo e maggioranza parlamentare per giustificare il “me ne andrò” invece del “me ne vado”.
I mercati non ascoltano chiacchiere, vogliono fatti. I nodi arrivano al pettine, la situazione è drammatica, Emma Marcegaglia dice, da leader della Confindustria, che il Paese è nel baratro, su di noi si picchia sempre più duro. Insomma, la mossa di Berlusconi – una strategia dilatoria, pigliar tempo ed imbrogliare di nuovo le carte – si sta rivelando per noi cittadini impotenti un disastro nel disastro, uno tsunami finanziario di spaventose conseguenze.
La stupidità al potere, spiegava l’editorialista del New York Times, parlando di chi ci governa. Balle. E’ la stupidità di tutti noi che stiamo passivamente a guardare mentre c’è chi sfrutta l’esasperazione dell’emergenza per imporre una legge di stabilità zeppa, oltre che di misure per rilanciare l’economia come esige l’Ue, anche di emendamenti ad personam, onde tutelare aziende e patrimonio del premier. Il sospetto è diffuso, rimbalza nei siti Internet d’informazione, già si parla di “salvacondotto”, un ignobile e scellerato patto per garantire a Berlusconi, in cambio delle sue dimissioni, un’uscita di scena senza manette.
A chi giova il caos? Chi ci guadagna? E’ vero che in questo gioco al massacro finanziario contro il nostro Paese, molti giocatori sono italiani (lo dicono alla City di Londra…)? La grancassa mediatica al servizio dell’oligarchia berlusconiana già ci bombarda insinuando nell’opinione pubblica che la colpa di tutto è dell’Euro e della globalizzazione, e che se è in atto contro l’Italia un attacco speculativo senza precedenti, è perché dietro c’è un complotto, orchestrato da occulte centrali finanziarie, contro l’Euro. Se cade l’Italia, è il succo di questa corrente di pensiero, crolla la moneta unica europea. Negli ambienti della destra più irruente si dice che i “cattivi” che stanno affossando l’Italia sono pluto-massoni anglosassoni e francesi…non vi ricorda qualcosa?


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