E' stato liberato Antonio Di Girolamo, marittimo marsalese rapito il 21 aprile scorso con l'equipaggio della “Rosalia D'Amato”, della società armatrice Perseveranza Spa, a 400 miglia sud ovest delle coste dell'Oman da pirati.
A bordo del mercantile ci sono sei marittimi italiani e 16 filippini.
Quattro sono campani e due siciliani. Si tratta Orazio Lanza, comandante, il nostro Antonio Di Girolamo i procidani Vincenzo Ambrosino, allievo ufficiale di macchina e Gennaro Odoaldo, terzo ufficiale di coperta, e infine Giuseppe Maresca di Vico Equense, Pasquale Massa di Meta di Sorrento.
La motonave della società armatrice «Perseveranza Navigazione», venne sequestrata dai pirati mentre era in navigazione in pieno mare Arabico. L'attacco avvenne di notte a circa 320 miglia a sud dell'Oman e a 300 a est dell'isola di Socotra.Nelle mani dei pirati somali restano però i marittimi della Savina Caylyn. Un'odissea che dura da ben 9 mesi. Venne intercettata dai criminali nel golfo di Aden con ventidue membri dell'equipaggio. Drammatico, a dir poco, l'ultimo appello lanciato ad ottobre dal direttore di macchina Antonio Verrecchia: «Ho subito legature, l'incaprettamento, una bastonatura. Siamo tutti il giorno seduti sotto minacce di armi». In una precedente telefonata, Verrecchia aveva già sottolineato le condizioni bestiali in cui erano costretti a sopravvivere. «Questi qui, i pirati, mangiano erba - avvertiva - non so fino a quando potremmo resistere. Eravamo allo stremo un mese fa, ora siamo oltre».




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