di Rossana Rossanda
"Vorrei che fosse una riunione di lavoro. Raccogliere ciò che è stato fatto e portarlo avanti a scadenze ravvicinate. Una politica di cui ci si vergogna di meno e di cui si fidi di più. Perche siamo qui? Quali sono le proposte di lavoro che vogliamo avanzare? La via d'uscita va cercata. Partiamo ricordando che l'asse franco-tedesco non rappresenta formalmente niente, si è auto-imposto. E gli altri paesi, di fronte al rinnovarsi della situazione, non reagiscono con un sussulto di solidarietà, ma con atteggiamenti di preoccupazione nazionale in cui ognuno cerca di cavarsela alla meno peggio da solo. Questo provoca il crollo dei debiti degli Stati e l'incapacità di governare positivamente la tempesta. Il primo punto da marcare è una mia persuasione: è ormai opinione diffusa che l'economia abbia fatto il colpo di stato e abbia destituito la politica. No, è la politica che ha consegnato all'economia i suoi poteri. E li ha consegnati con responsabilità delle sinistre e del centro sinistra. Perché scombussolati dal socialismo reale, sono balzati a piedi uniti sull'ipotesi liberista, che non ha mai cessato di essere presente, che era praticamente scomparsa dalla scena. L'Europa era un vecchio sogno dei padri fondatori europei, ma invece di portare avanti libertà, eguaglianza e fratellanza è stata costruita negli anni del boom del liberismo. Libertà di circolazione di uomini, merci e capitali. Che imbroglio! L'Europa è stata costruita sulla competitività e concorrenza dell'uomo sull'uomo, sul contrario della collettività. Primo segno: non ha avuto una dichiarazione politica, ma la moneta unica. Una politica monetaria liberista. Il risultato è stato che la moneta è stata fatta ma non i cittadini europei. Dove finiremo fra qualche mese. Dove sarà finita l'Italia e l'Europa con questa crudele ripartizione del reddito a favore di chi ha di più e contro chi ha di meno.La merce denaro fa denaro. Non produce se non denaro. Sbarellando il sistema. Sono crisi finanziarie in presenza di un abbassamento della crescita produttiva. Siamo in presenza non di una politica liberista crudele ma efficiente, perché è umanamente crudele e inefficiente. Questo dominio dei capitali è incapace di previsioni. Non capisco perché questo dominio dei conti, dei calcoli, fuori dalle volontà politica, non ci abbia detto nulla della crisi dei surprime in Usa che ha trascinato tutti. Non sapevamo fino a un anno fa che la Grecia era in grande crisi. E adesso anche tutta la zona euro. Stiamo assistendo a questo scontro europeo, che si riflette nel governo Monti. Governo onesto e pulito che dà sberle incredibili. Tutta l'Europa è in una crescita molto bassa, quasi zero, i deficit di bilancio vengono cercati fra pensioni, salari, gente debole e riduzione spesa pubblica, welfare, scuola, istruzione. Ogni paese fa le stesse politiche. Questo passaggio di incrudelimento verso i più deboli non ha via d'uscita. Perché i paesi relativamente più forti, Francia, Germania, Finlandia non sono presi da impeto di solidarietà per venire in contro alle esigenze di questa comunità. Siamo in pericolo tutti. Accanto a un lavoro degli amici economisti che ha avuto inaspettato successo nell'avanzare proposte alternative, basate sul proteggere i deboli, è urgente ridare all'Europa una struttura democratica in cui le decisioni non vengano prese da protagonisti impropri, ma che ritorni ai popoli. Diamoci delle scadenze rapide.



Twitter
UpNews
TechNotizie
Tuttoblog
Technorati
Fai
SegnaloItalia
Facebook
Wikio
Diggita
OKnotizie
Segnalo
Ziczac