«Oggi sarò a Roma per impegni istituzionali, in Tribunale andranno i miei avvocati».
Lo ha detto il governatore della Sicilia, Raffaele Lombardo, rispondendo ai giornalisti sulla prima udienza a Catania del processo che lo vede indagato per reato elettorale dopo che la Procura ha derubricato quello inizialmente contestato di concorso esterno in associazione mafiosa. «Credo che oggi si cominceranno a esaminare le prove», ha aggiunto, «dopo di che ci saranno degli approfondimenti». Il governatore si sarebbe dovuto presentare oggi, mercoledì 14 dicembre, davanti alla quarta sezione del giudice monocratico di Catania, presieduta da Michele Fichera per la prima udienza del processo per reato elettorale che oltre a lui coinvolge anche suo fratello Angelo, deputato nazionale del Mpa.
Il procedimento riguarda le elezioni alla Camera del 2008 e la campagna elettorale per fare eleggere Angelo Lombardo, nasce da uno stralcio dell'inchiesta Iblis su presunti rapporti tra mafia, politica, pubblica amministrazione e imprenditoria dopo indagine avviate da carabinieri del Ros su Cosa nostra di Catania. La posizione dei due fratelli Lombardo è stata stralciata dal fascicolo principale e l'accusa iniziale di concorso esterno all'associazione mafiosa, per quale è pendente una richiesta di archiviazione all'ufficio del Gip, è stata derubricata in reato elettorale con la citazione a giudizio diretta disposta dalla Procura davanti al Tribunale monocratico.
La scelta dell'allora procuratore facente funzioni, Michelangelo Patanè, e dell'aggiunto Carmelo Zuccaro, che l'hanno motivata richiamando la sentenza di assoluzione della Cassazione su Calogero Mannino imputato di concorso esterno all'associazione mafiosa, non è stata condivisa dai quattro sostituti titolari dell'inchiesta, creando valutazioni diverse all'interno dell'ufficio. Il fascicolo dei fratelli Lombardo è stato avocato da Patanè e Zuccaro, mentre il resto dell'inchiesta è rimasta affidata a due dei quattro pm: Antonino Fanara e Iole Boscarino.




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