La Prefettura di Trapani, con l’avallo del Ministero dell’Interno, nel bandire la gara per la gestione del CIE di Milo ha posto a base d’asta una cifra insufficiente a coprire il costo del lavoro nel rispetto del Contratto Collettivo e gli oneri gestionali anche minimi. E’ evidente la distanza tra quanto dice la legge italiana e il bando di gara in questione comprese le ultime direttive del D.L Monti del 6 dicembre n. 201 relativo al “calcolo del costo del lavoro negli appalti pubblici”.
Con la cifra messa a disposizione l’unico modo per gestire il Centro di Identificazione di Milo passa attraverso il mancato rispetto dei Contratti Collettivi e la diminuzione della qualità delle forniture.
La ricerca del risparmio oltre una certa soglia favorisce l’affermarsi di Ditte che non danno garanzie né a chi lavora né a chi riceve i servizi; Ditte che nulla lasciano nei luoghi in cui operano, che spesso si appropriano delle risorse e che alla loro partenza rivelano un territorio privo di quel tessuto d’imprese e organizzazioni della società civile, povero del capitale fiduciario di cui lo sviluppo di un territorio si nutre.
La Confcooperative che fa del rispetto del lavoro una delle sue caratteristiche nel modo di fare impresa non può far altro che chiedere con forza e decisione al Ministero dell’Interno e alla Prefettura di Trapani di riconsiderare le proprie posizioni, dimostrando in tal modo la voglia di contribuire a costruire un’Italia equilibrata e rispettosa delle leggi e della dignità delle persone. Si chiede pertanto di effettuare il calcolo dei costi del sevizio in conformità alla piena applicazione del CCNL di riferimento.


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