Gentile direttore,
non so quanti marsalesi si risconono in questi venti. Chi si credono di essere? Poi,leggo i nomi e vedo che ci sono imprenditori e professionisti che si stanno svegliando solo ora. Dov’erano prima? Perchè non danno una mano a Carini, ora, gratis?
Massimo
Caro Direttore,
è finita la società civile, allora. Ecco che fine ha fatto la borghesia illuminata di Marsala: ha usato il centrosinistra per fare i suoi porci comodi, e quando si tratta di tutelare gli interessi economici di un gruppo di persone (perchè di questo si tratta) non esita a scendere in campo, inventando lettere e comitati fantasma. Ma dai! Viva la politica, abbasso la società …. incivile.
Giovanni
Gentili corrispodenti,
i “venti”, che poi già pare siano più che raddoppiati di numero, io li conosco poco. Conosco bene Paolo Accardi, che della Srl che edita www.marsala.it è socio. Ed è mio fraterno amico. E siccome il nostro rapporto è stato sempre molto libero e franco, nè io sapevo nulla della sua firma, nè lui ha chiesto a me di aderire. Anche perchè sapeva che non avrei firmato nessun tipo di appello. Ci sono quelli che fanno tutto: i giornalisti e gli addetti stampa, gli indignati e la nomenclatura. Io so fare bene solo questo mestiere. E lì mi fermo.
Non guardo con sospetto il fatto che si costituiscano questo o altri comitati in vista delle elezioni. In un encefalogramma per lo più piatto, sono un segno incoraggiante di risveglio per la città. Sono iniziative interessanti, anche se magari possono lasciare intendere di essere preordinate, precostituite, studiate a tavolino. Non importa: chi ha più polvere, spara, e chi sta bluffando verrà scoperto presto.
Perchè non si sono svegliati prima? Evidentemente perchè non conveniva e non si avvertiva l’urgenza. L’elezione di un Sindaco è per una città un passaggio importante. Come in un elastico teso è in questa vigilia che si concentrano gli impegni, le ambizioni e - perchè no - anche i sogni di chi si vuole impegnare. Nessuno immagina di fare un comitato per “salvare Marsala” il giorno dopo le elezioni. C’è un tempo per ogni cosa. Anche perchè le regole del gioco vogliono che chi vince governa, e poi a fine mandato si traccia un bilancio. Ed è quello che hanno fatto i “venti”.
Potevano aiutare Carini? Certo. Se non fosse che per queste persone magari Carini è proprio “il” problema. E lo dimostra la presenza all’ultima riunione di persone come Michele Milazzo, che di Carini è stato vicesindaco, e di Stefano Pellegrino, che di Carini è stato proprio consulente gratuito.
Io non so se questa che si muove a Marsala sia la borghesia illuminata. Più che altro, non mi ha mai scaldato il cuore la differenza tra società civile e resto del mondo, come se la politica fosse per definizione “incivile”, e il bello della politica debba venire per forza da fuori.
Io vedo una comunità assolutamente distratta, sonnolenta, apatica. Non so se dalle altre parti è così. So che Marsala è così. Se questa “società civile” non ci entusiasma è forse perchè rispecchia proprio i limiti della città. Staremo a vedere cosa faranno: è una questione di responsabilità. Acchiappare Marsala per i capelli e cominciare a farla svegliare dalla pigrizia.
Certo, non possiamo dire che questo movimento è una truffa solo perchè non appoggia il centrosinistra. Non ci sto ad un ragionamento per cui la borghesia marsalese è illuminata quando appoggia Salvatore Lombardo e spenta quando appoggia qualcun altro. La luce è fioca prima e dopo.
Il centrosinistra poi, si è suicidato. Hanno fatto la lobotomia al Pd locale per permettere a Giulia Adamo di candidarsi. E a sinistra hanno fatto la gara al tiro a piccione ad Anna Maria Angileri, che era per tutti loro la migliore candidata possibile. Forse è per questo che l’hanno fatta fuori: “Meglio testa di cicere che cura di balena”, dice l’adagio. Ogni volta che nel centrosinistra marsalese emerge qualcuno, si cerca di soffocarlo sul nascere (perchè a Trapani vogliono così, e perchè a Marsala si preferisce la mediocrità di qualche osso da rosicchiare lanciato ogni tanto...)
Lasciamo allora ai cittadini che si vogliono impegnare lo spazio che meritano. Come cantavano i Csi, “Per sconfortante necessità / ciò che deve accadere accade”.
Grazie dell’attenzione, e continuate a seguirci
Giacomo Di Girolamo


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