Mancano due giorni al Natale e ho l'impressione che l'Italia stia vivendo quella che io chiamo la sindrome della cesta della biancheria. L'avete presente?
Per quanto ti affanni non riesci mai a svuotarla, perche' sei diligente e fai le lavate divise per colore e per indumenti: non puoi mischiare biancheria e maglioni. Per cui ora i jeans, alla prossima le camicie, alla prossima ancora la biancheria, e cosi' via... e lei resta sempre li' che attende con la bocca aperta ogni sera che gli aggiungi i vestiti della giornata. Vestiti che non sono sporchi, ormai al massimo puzzano di sudore, ma li laviamo perche' cosi' si fa...
E questa e' l'Italia, si affanna a svuotare il cesto delle cose che non vanno, senza scartare cio' che e' pulito da cio' che non l'ho e'. Prendendo sempre le cose che appaiono in superficie, le ultime quelle che fanno traboccare il vaso e mai si scende alla radice dei problemi. E lo facciamo tutti, non parlo solo di politica ma anche di vita di tutti i giorni, ho l'impressione che non si programmi piu' per il futuro, non lo fa la politica ma non lo facciamo neanche' noi cittadini per il nostro futuro e per i nostri figli. A quanti avete sentito dire sto mettendo da parte un gruzzoletto per mandare i miei figli all'universita'? A quanti sentite dire domani ...domani... quasi quasi non lo usiamo piu' per paura e vergogna di non sapere quale verbo e soprattutto complemento aggiungergli dopo.
Scusate forse dovrei essere piu' ottimista alla fine dell'anno, ma non ce la faccio.


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