Pino Maniaci è in serio pericolo
Latv antimafia in tre stanze la chiama il quotidiano “LaRepubblica”,quasisbalordito di come una tv così piccola sia in grado di destare tantoscalpore e sia in grado, con mezzi e risorse appena sufficienti, diportare avanti una battaglia più grossa di loro e che tanto gli ècostata. Dalla rotturadi quattro costole a Pino Maniaci aidanneggiamenti della macchina di Telejato. La definiscono una tvcomunitaria consede a Partinico. Una gestione familiare, uno studio più piccolodella vostra cucina e poca tecnologia. Non ci sono le luci cheeliminano le rughe di Barbara D’Urso né il maxischermo che tuttigli studi Mediaset e Rai possono permettersi. Non si pagano cachet:Maniaci non legge soltanto le notizie come avviene in un normaletelegiornale. E’una conduzione atipica,con una durata piuttosto lunga. E’ lui, in prima persona, chescende in strada, che dice la sua e che fa grosse insinuazioni. Coseche tutti sanno e che vorrebbero dire ma che, per un motivo o unaltro, non dicono. Forse per paura, forse per omertà.Luinon ha paura di nessuno.Si fa il doppio nodo della cravatta: trucco che gli ha insegnato ilpadre e che gli ha permesso di sventare un tentativo di soffocamentoda parte del mafioso di turno. Pino Maniaci non ama i salottitelevisivi né ama fare il “giornalaio”comequalche pseudo giornalista ancora si ostina a fare. Non ama staredietro una scrivania a comporre o di fare lodi. Halalingualunga: non perleccarema per sputtanare. Per smascherare chi meriterebbe distare in carceree chi continua a stuprare il territorio siciliano. Senon ce l’ha fatta la mafia ad eliminare Pino Maniaci, adessopotrebbe riuscirci il digitaleterrestre:perla tv comunitaria Telejato non ci sarebbe più spazio e,quindi, sarebbe costretta a chiudere i battenti e a mettere nelcassetto la sua storica battaglia contro la mafia. Il digitaleterrestre avrebbe dovuto garantire maggiore pluralismo d’informazionema, stando così le cose, aprirà le porte ai soliti potentiimprenditori e regalando canali a gò gò alla Raiche non sa più cosa sperimentare: Rai Storia, Rai4, Rai5, Rai Gulp.Mancasoltanto Rai“Boh”!Ilproblema non è soltanto che Telejato potrebbe chiudere, il verodramma è che PinoManiaci potrebbe rischiare seriamente di essere ucciso nel giro dipoche settimane: laMafia opera al buio e solo al buio non ha paura di nessuno. Al buiopuò uccidere, al buio la mafia si trasforma in un “bullo” e fala strage. Se Telejatochiudesse,Maniaci diventerebbe un normale cittadino, povero e pazzo, chiusonella sua casa che, non avendo più potere mediatico, non conta piùniente. Non influenza più nessuno. Non fa paura a nessuno, e perquesto può essere eliminato. Tra l’indifferenza di tutti. Ma i piùPino Maniaci non lo conoscono: sono troppo presi dalle dinamiche del“Grande Fratello”oancora dalle finte e odiose faccine di Barbara D’Urso. PinoManiaci, e questo nessuno lo sa, ha dovuto affrontare 300querele e,udite udite, nonè iscritto all’Albodei giornalisti.Ha sempre rifiutato di iscriversi perché non ne ha avuto il tempo.Basta tornare indietro nel tempo, in realtà, per capire quale fosselo scopo dell’Albo e dell’Ordine dei Giornalisti: nati nelfascismo per garantire “filtraggio e selezione politica” degliaspiranti giornalisti. Un modo per dire: chi non si allinea ai“valori”delregime fascista, può tapparsi la bocca. Chi ha una buona condotta evuole trasformarsi in cassa di risonanza del Duce, può pubblicaretranquillamente. Esembra quasi paradossale pensare che Mussolini fosse un giornalista..Finoad oggi troppi sono stati i giornalisti(enon i figli di papà, laureati magari in“Scienzedella Comunicazione”masenza arte né parte) chesono morti per raccontare la verità: da GiuseppeFava aPeppinoImpastato. Speriamoadesso non sia la volta di PinoManiaci. “Siamotutti Telejato” chiedeal Governo di riservarealle tv comunitarie un numero di frequenze talida garantire il pluralismo che la nostra Costituzione contempla, mache finora non è mai riuscita a garantire. Vuoi per aver regalatoai partiti politici il servizio pubblico,vuoi per non aver mai controllato l’informazionein mano ai privati,ai soliti editori pieni fino al collo di conflitti d’interesse ed’implicazioni mafiose, vuoi per gli insensati contributiall’editoria.(FabioGiuffrida)




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