Iersera molti di noi han visto Mario Monti alla TV e, la prima impressione, forse la piu' lampante, e' il cambio di stile. Coloro che s'aspettavano "risposte", me compreso, son restati un po' a bocca asciutta.
L'idea che a volte sia necessario pensare per piu' di qualche secondo per dare una risposta e' una innovazione comunicativa nella politica. Finora ne avevo le scatole piene di sedicenti esperti di ogni cosa, per poi cascare su cosa e' la Consob o scambiare il Darfur per un fast food.
Quindi in definitiva, il mio e' un giudizio parzialmente positivo. Aspetto i fatti, gli atti politici e le leggi di questo governo. Ora che si sono placate le polemiche per la legge di stabilita', che i sindacati hanno deposto l'ascia di guerra (peraltro spuntata e forse in gioco alla parte) della protesta sulle pensioni, siam pronti ad ascoltare le proposte per la crescita e la competitivita' con un solo ma...
...l'articolo 18 non si tocca. Non e' affatto il perno di tutti i mali, se ne parla a sproposito e con ignoranza. L'articolo di legge, nel suo primo e piu' importante comma dice:
"Ferme restando l'esperibilita' delle procedure previste dall'articolo 7 della legge 15 luglio 1966, n. 604, il giudice con la sentenza con cui dichiara inefficace il licenziamento ai sensi dell'articolo 2 della predetta legge o annulla il licenziamento intimato senza giusta causa o giustificato motivo, ovvero ne dichiara la nullita' a norma della legge stessa, ordina al datore di lavoro, imprenditore e non imprenditore, che in ciascuna sede, stabilimento, filiale, ufficio o reparto autonomo nel quale ha avuto luogo il licenziamento occupa alle sue dipendenze piu' di quindici prestatori di lavoro o piu' di cinque se trattasi di imprenditore agricolo, di reintegrare il lavoratore nel posto di lavoro. Tali disposizioni si applicano altresi' ai datori di lavoro, imprenditori e non imprenditori, che nell'ambito dello stesso comune occupano più di quindici dipendenti ed alle imprese agricole che nel medesimo ambito territoriale occupano più di cinque dipendenti, anche se ciascuna unita' produttiva, singolarmente considerata, non raggiunge tali limiti, e in ogni caso al datore di lavoro, imprenditore e non imprenditore, che occupa alle sue dipendenze piu' di sessanta prestatori di lavoro."
In pratica obbliga il datore di lavoro a reintegrare il dipendente licenziato senza giusta causa! Quindi il discorso deve essere portato a queste due parole "giusta causa", cosa vuol dire? Non devono mai voler dire: "perche' hai i capelli biondi" o "perche' sei iscritto al sindacato xy".



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