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A proposito di feste patronali

Trapani News - Cronaca Trapani
Scritto da Marsala.it   
Mercoledì 18 Gennaio 2012 14:57

La breve nota di Franco D’Amico  a proposito della festa patronale della “Madonna della cava” non mi avrebbe spinto ad intervenire se non fossero arrivati i due commenti che accompagnano questa pagina della rubrica ”uomini e dei”.
Intanto vorrei ricordare che Marsala è una città strana, poiché ha tre patroni, due conosciutissimi, Maria SS. della cava, appunto, e S. Giovanni il Battista, ognuno con il suo giorno di festa; il terzo patrono, misconosciuto e tenuto nell’oblio  è S.Tommaso di Canterbury.
Che i cattolici abbiano le proprie feste religiose, le proprie devozioni, scelgano fra i loro numerosissimi santi quelli cui dedicare particolari venerazioni è perfettamente normale. Altre confessioni cristiane  e altre religioni hanno anch’esse ricorrenze speciali in cui si concentrano sul senso della propria fede e della propria identità e storia. Anche la società laica ( in cui siamo dentro tutti, anche i credenti delle varie religioni e i non credenti e gli atei e i diffidenti…) ha inventato proprie particolari ricorrenze e festività, come, per esempio, il 25 aprile o il Primo Maggio.  Non avrebbe senso che un non cattolico dichiarasse di non condividere, per esempio, le  speciali devozioni che  fra i cattolici marsalesi vengono rivolte  a S. Rita da Cascia  e a S. Francesco di Paola. Si tratta della vita interna ad una comunità religiosa.

E questo è il punto: una festa patronale, qui in Italia, pur essendo interna al mondo cattolico trasborda nella società laica, diviene festa della città non solo dei cattolici. E allora anche i non cattolici, i non credenti, insomma qualunque cittadino ha il diritto, se vuole, a dire la sua. A me sembra eccessivo che vengano chiuse le scuole e le attività produttive e commerciali. Le cerimonie religiose si svolgono di pomeriggio e le scuole operano per la quasi totalità nelle ore del mattino.
 Lascerei ai cattolici devoti, titolari di attività produttive o commerciali di scegliere di chiudere nel pomeriggio per partecipare alle attività religiose. In quanto ai cittadini, nessuno gli impedirebbe di rinunciare a far la spesa o andare per “shopping” per, invece, partecipare alla processione. Insomma, sarebbe secondo me preferibile una organizzazione sociale in cui il cittadino “sceglie” invece che trovarsi di fronte ad una scelta fatta da altri.
E veniamo ai due commenti. Quello firmato “Mariella” è una straordinaria sintesi di ignoranza ed arroganza. Si tratta di tre parole:  “Sta zitto blasfemo” Appena l’ho letto m’è venuto da ridere  perché fa l’effetto delle battute che si scambiano i clown  nell’arena del circo equestre. Ignoranza: usa “blasfemo”  senza rendersi conto che non è stata offesa in alcun modo la santa di cui trattasi: quindi, o non ha capito la lettera che contesta  o non conosce il significato della parola che usa. Arroganza: siamo in una società democratica e se proprio Mariella ha voglia di gridare a qualcuno “sta zitto” si metta davanti allo specchio. Affiora con evidenza un atteggiamento intollerante e prepotente.
Devo ammettere che c’è una simpatica dose di autoironia nel  fatto che il secondo intervento porti la firma “Ateo 74” mentre parla da devoto e pio. Non so se conosce veramente il mondo cattolico di cui si erge a difensore. Infatti, secondo lui, i cattolici hanno bisogno di queste festività del santo patrono per riflettere su come migliorare il mondo. E negli altri giorni che fanno? S’attaccano al tram? Caro Ateo 74, io sono cristiano ma non cattolico, ma conosco bene  tanti cattolici e ti assicuro che sono molto meglio di quegli strafottenti che tu ci rappresenti. Rileggiti, guarda cosa hai scritto: “E quindi ci dovremmo disfare di un giorno ( per alcuni anche unico all’anno) in cui davvero possiamo riflettere sul come migliorare il mondo in cui viviamo? E per cosa? Per fare un piacere a qualche testimone  di Geova”. I testimoni di Geova in tutta questa discussione non c’entrano assolutamente nulla. Vorrei concludere utilizzando la frase con cui tu ti sei rivolto a Franco D’amico in apertura della tua lettera,  ma stavolta rivolta ad uno che se la merita veramente, cioè tu “Hai detto solo una marea di sciocchezze”.

Giovanni Lombardo  - 18 gennaio 2012





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