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"Ci hanno investito e sono scappati". Continua il processo sul naufragio Thetis

Trapani News - Cronaca Trapani
Scritto da Marsala.it   
Giovedì 19 Gennaio 2012 14:43

Riprende oggi, a Marsala, il processo sull'affondamento della nave oceanografica del Cnr “Thetis” avvenuto il 3 agosto 2007 al largo della costa di Mazara.

La nave del Cnr venne speronata, trascinata per 3 miglia e affondata dalla portacontainer “Msc Eleni”. L’incidente provocò la morte di uno degli otto ricercatori a bordo, il 53enne russo Petr Mikheychik, e 14 persone finirono in mare rischiando di annegare. All’udienza di oggi testimonieranno i militari della Capitaneria di Porto di Mazara del Vallo che ricostruiranno i momenti dell’impatto e le comunicazioni avute con la nave container.
Intanto durante l’ultima udienza sono stati ascoltati i membri dell’equipaggio della nave oceanografica: il primo ufficiale di plancia, Pino D’Orazio, il primo ufficiale di macchine, Silverio De Grassi, il direttore di macchine, Marino Montis, e il motorista, Giuseppe Nobile. Sono state ricostruite le fasi dell’incidente, in linea con le dichiarazioni rese dai ricercatori del Cnr. “Dopo averci investito, ci osservavano dall’alto della nave mentre eravamo in mare, senza lanciarci alcun salvagente o zattera. Tirando dritto per la loro rotta. Sono scappati” hanno raccontato.
Imputati per la tragedia in mare sono i due comandanti delle navi: Salvatore Esposito, 52 anni della “Msc Eleni”, e Angelo Barca, di 58 anni della Thetis. L’accusa per loro è di naufragio, lesioni e omicidio colposo.
Più gravi sono le accuse imputate al comandante della Msc Eleni. Esposito dovrà anche rispondere del reato di omissione dolosa di soccorso. L’accusa prende fondamento dal dialogo tra Esposito e la Capitaneria di Mazara registrato nella scatola nera. Si sente qualcuno gridare in inglese: “Uomo in mare, uomo in mare”.
Sapevano che qualcosa andava storto, che c’era stato l’impatto. 12 minuti prima dello speronamento la Capitaneria chiamò la Msc per dirgli di stare attenti: “state andando troppo veloci”. La velocità in quel momento era di 22 nodi, e le condizioni di visibilità non erano delle migliori per la nebbia: solo 80 metri. Inoltre la Msc pare avesse inserito il pilota automatico, l’allarme antiurto disinserito e musica a volume alto a bordo. Dopo l’impatto la Capitaneria chiede ancora notizie alla portacontainer gli rispondono che in mare c’erano solo segnali da pesca. Ma viene registrata l’esclamazione del comandante: “Cazzo! Porca puttana! L’abbiamo fatta…”.
Troppe cose inspiegabili. Come mai la nave viaggiasse così veloce. Dalle registrazioni emerge che sapevano dell’impatto ma la Msc non si è fermata. E i membri dell’equipaggio si sono chiesti “perché? Cosa trasportava? E come mai era fuori rotta?”.
 





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