La traversata
Si fa riferimento ai luoghi ove la protagonista era nata e aveva trascorso l’infanzia e la sua prima giovinezza. Quel paesaggio è unico e leggerne la descrizione fatta dal Biancheri suggestiona chi lo conosce da sempre e nel suo errare lo porta sempre con sé. “Quell’isola grande, la più lontana di tutte, è Favignana. Là invece c’è lo Stagnone, dove mi portavano a nuotare quando ero bambina. Quella è l’Isola Lunga, e quella che si vede appena, sulla destra, è San Pantaleo, un’isola molto antica. Ora ci abitano degli inglesi” (pag. 31). Eileen era l’erede di una famiglia inglese trasferitasi a Marsala da tempo dove aveva fondato un’azienda vinicola di notevole prestigio. Non mostrava interessi particolari Eileen se non per il nuoto e per la luna che in lei suscitava fascino ed emozione. Inviata a studiare in Inghilterra, porta con sé, sempre coltivandoli, la passione per il mare e l’attenzione per l’astro della notte, desiderando di poterne conoscere un giorno la parte che a noi non si mostra. Negli studi, al college, non eccelle per indifferenza e forse anche pigrizia, quindi ritorna a Marsala per lavorare nell’azienda vinicola gestita direttamente dai genitori. Durante la sua diuturna nuotata nelle acque del Capo Lilibeo incontra una giornalista inglese che era venuta a Marsala per un’inchiesta che non riguardasse solamente la produzione del vino o la storia dei vinai inglesi in Sicilia, bensì per conoscere e capire quanto di inglese fosse rimasto tra gli inglesi trasferiti in Sicilia ormai da più di 150 anni. La giornalista, di nome Juliet, vedendo nuotare Eileen ed intuendone le potenzialità , convince la giovane a fare la traversata della Manica con il patrocinio del suo giornale. La Eileen si immergerà nelle acque del Canale che separa l’Inghilterra dalla Francia con entusiasmo e determinazione e supera con facilità i primati stabiliti precedentemente da altri campioni di nuoto. E’ felice Eileen, ma la notte che precede il giorno dei festeggiamenti in suo onore, di nascosto parte, va “in una località del Canton Ticino, chiamata Monte Verità , ove esisteva una piccola comunità di amatori della luna, non scienziati, ma filosofi, poeti, mistici, o anche solo osservatori, come era d’altronde lei stessa” (pag. 67). Eileen amava la luna da sempre, da bambina ne aveva ripetutamente disegnato i contorni, le macchie lunari che a volte rappresentava con una tigre e a volte in un busto nudo di donna. Eileen si ritirerà in quella località del Canton Ticino, là discuterà , cercherà di scoprire il mistero che intorno da sempre aleggia, cercherà di comprenderne il fascino, la bellezza. Erano i giorni in cui Gagarin aveva portato a termine la sua impresa e all’eroe russo Eileen le seguenti parole aveva scritto in una sua lettera: “Credo che l’esplorazione della faccia nascosta della luna sia l’obiettivo al quale l’umanità deve ora mirare. Mi auguro che lei condivida questo pensiero e che sia a lei che tale compito venga affidato” (pag. 25). Eileen aveva visto la luna nel fondo delle acque della Manica durante la sua impresa, l’aveva inseguita con forza a bracciate vigorose per prenderla, ma inutilmente, lei, la luna, pudica e ritrosa dalle sue mani sempre si discostava. Eileen non aveva pensato o sognato l’amore anche se ne subì un momentaneo abbaglio conclusosi in una drammatica esperienza mentre si trovava a Malta per iscriversi al Circolo Nautico di La Valletta per ottenere l’autorizzazione ad attraversare a nuoto il Canale della Manica. In appena 79 pagine Boris Biancheri, illustre e stimato nostro diplomatico in diversi stati esteri, ci dona un personaggio che può sembrare evanescente al lettore, ma che in effetti è vivo e fortemente vitale nel suo crescere, maturasi e farsi donna. Eileen è figura dolce e delicata, che affascina e attrae per il suo sogno-desiderio di volere conoscere ad ogni costo l’altra parte della luna, per il suo immenso amore per il mare, per l’estatica contemplazione delle acque dello Stagnone. “Nulla come nuotare sino allo sfinimento dà il senso di essere vivi senza essere tenuti agli adempimenti della vita. Eileen non cerca il record, la vittoria nella sua traversata della Manica, perché la sua meta non è una meta terrestre ma la ricerca di possibili forme dell’esistenza.” A fine lettura si ha “la convinzione che vi sia ancora qualcosa da cercare nell’impresa umana” scrive Ida Bozzi su “La lettura” del Corriere della Sera. Il lettore non dimenticherà facilmente Eileen perché lei è un personaggio semplice, umano, ingenuo, che sa di fantasia ed è reale. E’ reale e inafferrabile come la vita, del resto Giacomo Giannone


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