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Scritto da Adriano Basile
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Venerdì 08 Luglio 2011 01:52 |
Le polemiche sul voto alla Camera sulle abolizione delle provincie continuano e, desidero approfondire il mio pensiero.
Credo abbia ragione Turycell che sul blog mi scrive che dietro la proposta dell'Italia dei Valori ci sia demagogia, pero' sia, io sia le migliaia di persone che han scritto commenti negativi sul sito del PD credono che nell'astensione ci sia una non posizione, per me l'ennesima. Oggi qui, domani la'. Nel PD si va in ordine sparso, il segretario/alieno non esprime piu' la voce piu' forte del partito ma riveste il ruolo di mediatore interno.
Un giorno si parla di referendum per abolire il porcellum, l'attuale legge elettorale, il giorno dopo si investiga un attimo e ci si accorge che tornare al proporzionale porterebbe in svantaggio il PD. I sondaggi dicono che il primo partito in Italia resta il PdL, alla faccia di Ruby e colleghe. E quindi... ...il giorno appresso: "un partito non puo' appoggiare un referendum perche' altererebbe il concetto stesso di referendum popolare". In politichese alieno vogliono dire: il referendum deve partire dal popolo e noi che non siamo espressione del popolo non possiamo raccogliere le firme.
E' quanto mai alieno come concetto. E' un modo diverso di auto referenziarti e dire: noi siamo la casta!
Ma torniamo alle provincie, alcuni articoli sui giornali di oggi scrivono che abolire le provincie porterebbe a risparmiare 4,5 miliardi di euro l'anno. Bella cifra, no? E' un bel pezzo di finanziaria. Sicuramente, non si puo' tagliare con la scure, in un ufficio provinciale non ci lavorano solo i politici ma anche tante persone che han solo quello come lavoro: uscieri, segretari, cancellieri, ... Certamente queste persone vanno ricollocate, non possono essere licenziate in tronco, magari si sposteranno negli uffici comunali piu' vicini. Ma se guardiamo a piu' lungo termine l'esubero temporaneo porterebbe ad un sicuro risparmio, nonche' ad un risparmio immediato: un edificio in meno da gestire, magari da vendere per far cassa, un nutrito gruppo di assessori in meno. Loro si' che li metterei fuori dalla porta. Immaginate Castiglione fuori dai cabasisi? Impossibile, si ricandiderebbe al comune o alle regionali, e vabbe'... ma se lasciamo intatto il numero di assessori comunali e regionali.
Altro risparmio: 110 auto blu in meno, solo contando quelle dei presidenti di provincia. Magari gli autisti li portiamo sulla barca di Cammarata a Palermo a fare gli skipper. Ma le auto le vendiamo in beneficienza o le regaliamo alla polizia o ai carabinieri. Non so se tutti sanno, io lo scoperto l'altro giorno che lo strano paese che e' l'Inghilterra non ha auto blu se non per le alte cariche dello stato. Politici locali e nazionali usano i mezzi pubblici ed hanno il rimborso taxi solo dopo le 23.
E chi ci rappresenta in parlamento invece, non coglie neanche' l'occasione di mandar sotto il governo, si cela dietro comunicati che a me appaiono scritti dalla luna. Infatti, la risposta del PD ufficiale e': " Ciao Adriano Basile, ieri il PD alla Camera si e' astenuto sulla proposta di cancellazione delle Province perche' non e' cancellando una parola che si risolve il problema dei costi della politica. Esiste una nostra proposta per quanto riguarda il riordino complessivo del sistema delle autonomie locali e delle regioni e in questa si colloca anche quella specifica relativa alle province. Un riordino che non deve e non puo' avvenire indipendentemente da una nuova e piu' snella visione dello Stato, per fornire cosi' servizi efficienti e non duplicazioni burocratiche.
Ecco perche' non e' sufficiente dire che si aboliscono le province. E' facile demagogia tracciare un segno sulla parola province, sarebbe una operazione identica a quella fatta da Berlusconi con le grandi opere, con i famosi cartelloni pieni di segni che, da inchiostro, non si sono mai trasformati in infrastrutture.
La nostra proposta e' concreta e riorganizza il settore con veri tagli e grandi possibilita' di risparmio, essa e' gia' depositata in parlamento ed e' visibile sul nostro sito internet all'indirizzo www.partitodemocratico.it/leggeprovince ..."
A sentire questo comunicato nel PD hanno le idee chiare ma, allora perche' tutti son convinti che non esiste un opposizione in Italia?
Chi vive sulla luna? Noi o loro?
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Scritto da Adriano Basile
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Venerdì 08 Luglio 2011 03:00 |
Oggi mi faccio gli auguri da solo di Buon Onomastico!
Rimpiangere il PCI e' sicuramente sbagliato, pensare ad un partito di proprieta' del segretario di partito e' un'idea che i sinistrorsi gradiscono lasciare alla destra PdL. Chi pensa a sinistra generalmente e' un ascoltatore, un uditore del pensiero altrui ma, che alla fine vuol farsi una propria idea. Questa diventa talmente propria che sara' diversa dall'altra d'origine, quasi per partito preso. Due votanti Partito Democratico (o Italia dei Valori, o Sinistra Ecologia e Liberta', o qualunque altro partito di sinistra) che dicono e pensano a fondo la stessa cosa sono rare come trovare due chicchi di sabbia su un ghiacciaio. Questo a loro dire viene lasciato ai populisti e te lo dicono in senso dispregiativo.
Prendo fiato!
Ieri scrivevo: "non c'e' opposizione in Italia", oggi vorrei esprimere la mia perplessita' sul ci sara' mai?
La storia mi da' torto, nel '96 e nel 2006 il centro sinistra ha vinto le elezioni battendo entrambe le volte Berlusconi e l'armata Brancaleone. Questo e' innegabile, ma entrambe le occasioni hanno mostrato litigiosita' interne e scarsa collegialita' nelle decisioni prese. Forse la critica ancora piu' forte che mi sento di fare e' la mancanza di decisioni "epocali" ed aspettate dai sinistrorsi. Ma quali?
Beh, i due chicchi di sabbia darebbero ovviamente risposte diverse, e se chiediamo agli altri votanti del '96 o del 2006 avremmo tante proposte da riempire rotoli di pergamena. Provando a fondere le idee avremmo avuto: - risoluzione del conflitto di interessi - trasformazione della RAI in una fondazione - aumento del pluralismo mediatico - imposizione della meritocrazia nella sanita', pubblica istruzione, amministrazione pubblica - piu' fondi alla ricerca - piu' fondi alla cultura, al cinema alternativo, al teatro - meno costi della politica - acqua pubblica e gratuita - si' alle fonti alternative, no al nucleare ... E sulla TAV?
E qui torniamo ad essere come i due chicchi di sabbia... litigiosi. Basta siamo fatti per essere parte di una opposizione che non esiste.
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Scritto da Adriano Basile
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Mercoledì 06 Luglio 2011 11:07 |
Duemila anni fa il popolo di Gerusalemme fu deviato da falsa propaganda. Persone normali, persone come noi inneggiavano quel nome per salvare il ladro e condannare l'innocente alla pena di morte. E' stato uno dei momenti piu' bui della storia Cristiana o, forse, e' stato semplicemente la realizzazione di un disegno. Un disegno piu' grande.
Perche' parto da questo punto?
A torto o a ragione quell'inno in una lontana periferia romana e' forse una delle prime rappresentazioni della "volonta' popolare". A duemila anni di distanza, la volonta' popolare e' svanita in migliaia di rivoli... ognuno pensa al proprio orticello, al proprio tornaconto. La propaganda invece continua tale e quale, falsa oggi come allora: e' un po' la storia del gatto e la volpe di Collodi. Oggi i compagni di merende siedono in parlamento e ti raccontano di monete d'oro e pentole all'origine d'arcobaleni. E noi?
Noi siamo in piazza a gridare: "la vergogna dell'Italia siete voi, siete voi" indicando il popolo blu un giorno, e "chi non salta arancione e'" il giorno appresso. Siamo convinti di essere nel giusto ma non vediamo oltre il nostro naso... siamo frutti (e non figli) di una propaganda che ci vuole dalla memoria corta. Sicuramente, non stiamo decidendo il futuro di una religione ma anche se fosse non ce ne accorgeremmo nemmeno.
Ci siamo abituati a tutto e loro ci prendono sempre piu' per il culo, un giorno la legge salva Fininvest per evitare a Berlusconi di rimborsare il maltolto ed il giorno dopo tutti assieme appassionatamente a votare no ad una proposta di legge per abrogare le provincie.
Votanti si': Italia dei Valori, Radicali e Terzo Polo. Votanti no: PdL e Lega.
E udite udite, messi all'angolo della piazza a condizionare la clemenza per Barabba ma senza le palle di esprimere un si' o un no c'e' il Partito Alieno Italiano.
Grande Bersani! Hai perso un voto, il mio e forse non solo il mio.
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Scritto da Adriano Basile
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Mercoledì 29 Giugno 2011 20:07 |
L'Italia e' una Repubblica fondata sul lavoro.
Ossia, il lavoro dovrebbe rappresentare le fondamenta di questo Stato. Tutti coloro che lavorano dovrebbero star li' a reggere la Nazione. Bella l'immagine che se trae, no?
Purtroppo sta sfumando, c'e' una nebbiolina attorno... chi lavora non poggia i piedi ben stabili per terra, chi non lavora vorrebbe entrare a far parte del gruppo ed e' disposto a mortificare se stesso per farlo. Si entra ciclicamente, un po' come i portatori dei Santi ad una processione. Fai qualche metro, urli la tua adorazione e c'e' gia' pronto un altro per sostituirti, son tanti i devoti che il tuo tempo diventa sempre meno. Prima seguivi tutta la processione ora stai li quindici minuti.
Lo Stato dovrebbe accorgersi di essere ballerino, dovrebbe accorgersi che il continuo cambio di portatori lo porta in giro con meno stabilita' di prima: eh si', il continuo cambio non permette ai portatori di dosare le proprie forze, l'idea che il ricambio porta gente giovane e forte e' insana, non si ha il tempo di maturare, di irrobustirsi... si finisce solo per lussarsi la spalla.
Forse lo Stato se ne accorge... ma fa il contrario di quel che ci si aspetta, mette su un po' di peso in piu', cosi' il carico da trasportare e' maggiore di prima, gli infortunati crescono, tanto il bacino di devoti e' largo. Son tutti li' pronti ed avidi, anche se strafanno durante il loro turno che ci importa.
Un esempio dell'aumento del carico: la politica Marchionne. Mi fan riflettere tutti coloro che appoggiano l'AD di Fiat affermando che ha ragione lui, che dobbiamo diventar competitivi. Nessuno a dire: "abbassati lo stipendio". Nessuno a dire: "il profitto ad ogni costo e' bieco e cieco". C'e' una regola non scritta che tutti gli analisti finanziari cercano nei conti di una azienda...
...se l'azienda spende X per lo stipendio degli propri impiegati e operai, Y di materie prime, W per costruire il prodotto che vende e Z per mantenersi in piedi (energia elettrica, tasse, ecc...), il fatturato deve superare del 50% la somma di X + Y + W + Z!
Scusate l'alta matematica, ma spero di aver reso l'idea.
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Scritto da Adriano Basile
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Giovedì 16 Giugno 2011 14:52 |
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Se non altro il referendum sembra aver acceso un po' di fuoco sotto il culo di alcuni nostri politici, mentre Brunetta fa il bambino capriccioso appena si prospetta che qualcuno gli possa fare una domanda scomoda. Non l'ascolta nemmeno, fanculizza e va via dalla porta sul retro dicendo "questa e' la peggiore Italia". Lui che ne da' il cattivo esempio e poi racconta frottole sul suo blog: http://www.renatobrunetta.it/ magari qualcuno gli vuol scrivere tutti i propri apprezzamenti...
Ieri aveva scritto la sua versione dei fatti, confutata dalle televisioni e Youtube che si son permesse di dar il video integrale. Subito sul blog era comparsa una valanga di commenti ed insulti al nono-nano. Oggi stranamente il post e' leggermente diverso da ieri e i commenti sono magicamente spariti.
Bell'Italia!
Poi c'e' Tremonti che parla di riforma fiscale e per soddisfare il suo capo che gli dice "taglia le tasse cosi' facciamo bella figura", lui si accinge ad aumentare l'IVA. Ma come? Al suo solito modo: in modo lineare ed orbo.
Caro Ministro, sarei d'accordo a modificare l'IVA. Faccio un esempio: se compro un auto fino a 30000 euro la pago al 20%, se spendo dai 30000 ai 60000 euro l'IVA diventa progressiva fino al 25%, sopra i 60000 diventa progressiva fino al 30%. Che ne dite? Sarei curioso di mettermi a fare i conti con il quattroruote in mano e i dati di vendita' degli ultimi mesi, ma son convinto che cosi' lo stato ci guadagna qualcosina e forse riusciremmo anche ad abbassare l'IVA di qualche punto per chi compra auto sotto i 10000 euro.
Bersani ci sei? Tieniamente! |
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Scritto da Adriano Basile
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Mercoledì 15 Giugno 2011 11:58 |
[Forse ieri e' passato inosservata, per cui lo ribadisco: al mio post di lunedi' sul voto all'estero ha risposto Seby... http://www.adrianobasile.net/dblog/articolo.asp?articolo=299 che ringrazio e saluto]
Vi ricordate il film "Non ci resta che piangere" con Troisi e Benigni? Io lo annovero tra i capolavori comici degli ultimi anni.
Le ultime pubblicita' della TIM mi ricordano quel film, la gag con Leonardo e le spiegazioni di Troisi e Benigni sul termometro, sul semaforo, il capitalismo, sul gioco della scopa e sul treno sono per me qualcosa di geniale. Fino alla scena finale in cui i due protagonisti credono di essere tornati nel presente quando vedono il fumo di una locomotiva ed invece si trovano davanti un Leonardo macchinista con il volto festante che dice: "per carita'! 33, 33 e 33" rassicurandoli che i proventi dell'invenzione saranno equamente divisi.
Non so se questo Leonardo ha ispirato i pubblicitari, ma secondo me c'e' una forte correlazione tra i due!
Mi lascio andare ad una considerazione estemporanea: che vita solitaria e forse triste doveva avere Leonardo Da Vinci!
Dai tanti manoscritti lasciati, dai capolavori esposti un po' qua un po' la', rivedendo le 'macchine di Leonardo' ricostruite nei musei di mezza Italia e' indubbio che fosse un genio! Ma un genio troppo avanti rispetto ai tempi in cui viveva. Con chi parlava di deltaplano? Con chi parlava di bicicletta? Con chi parlava di elicottero? O ancora con chi parlava di anatomia e medicina? Chi capiva i suoi discorsi?
Quest'uomo non aveva un interlocutore, e' il dibattito che arricchisce uno studioso, pensiamo un po' a Fermat, Pascal, Leibniz, Eulero che tra il 1600 e il 1700 costruirono molte basi dell'analisi matematica che abbiamo studiato noi. Loro piu' o meno direttamente han costruito i loro studi su quelli degli altri.
Leonardo no, era li' da solo a scrivere manoscritti con la mano manca che solo lui capiva! E un po' come rivedere Mario il bidello (Troisi) e Leonardo in posizioni invertite:
"Termometro! Un coso di vetro, mercurio, tutte le temperature, 35, 36, 37, 38. 37? leggero. 40! febbre febbre ospedale!" e l'interlocutore non capisce un tubo!
"Treno! due pezzi di ferro, ma lunghi! una cosa di ferro con la caldaia, butti legno nella caldaia il treno va." E l'altro: "Beh allora anche il caminetto va!" |
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Scritto da Adriano Basile
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Martedì 14 Giugno 2011 10:59 |
Ciao Adriano, ho appena letto il tuo post sul referendum, e in qualita' di italiano residente all'estero (guardacaso vicino San Jose), mi sono sentito tirato in causa... Per una volta, devo ammettere di non condividere il tuo punto di vista. Quello che intendo e', io vivo in America ormai da 10 anni, ma quando accendo il computer la mattina il primo sito su cui mi connetto per leggere le ultime notizie e' Il Fatto Quotidiano (di cui sono anche abbonato). Inoltre non ho la piu' pallida idea di chi sia il sindaco di San Jose, ed oltretutto senza la cittadinanza americana (che non ho e che non intendo prendere) non ho nemmeno il diritto di voto negli Stati Uniti, quindi non e' vero che io possa decidere chi sia il sindaco di San Jose. E visto che tutti gli anni passo le mie vacanze in Italia con la mia famiglia in Italia, cavolo se mi frega dove fanno la centrale nucleare!
In parole povere, io mi sento 100% italiano, e sono orgoglioso di poter votare per referendum ed elezioni politiche del mio Paese (cosa che ho sempre fatto e continuero' a fare). Secondo me fai un errore quando dici che io decido quel che accade qua mentre per te non vale il viceversa... Come ho scritto, io non decido niente di quel che accade qui. Essendo Italiano, io ho influenza solamente in quello che accade in Italia.
E' pero' vero che ci sono tanti Italiani all'estero che non rientrano nella mia categoria. Sto parlando di Italiani che hanno il passaporto solo perche' qualche loro progenitore era italiano, e che mantengono la cittadinanza solo per ragioni di comodita', ma poi non parlano nemmeno Italiano, e ovviamente a loro non gliene frega niente di votare. Questo e' un problema. Se fosse per me, io introdurrei (come viene fatto in certi paesi europei) una sorta di penalita' (pecuniaria o di altra natura) per chi non usufruisse del diritto di voto (che - ricordiamolo - non e' solo un diritto ma anche e soprattutto un dovere). Son sicuro che in quel modo le cose si sistemerebbero. Oppure l'Italia potrebbe smettere di accettare il principio di doppia cittadinanza (molti paesi non lo accettano, e secondo me non ha nemmeno molto senso); son sicuro che molta gente ci penserebbe due volte prima di prendere il passaporto italiano :)
Questo e' tutto. Adesso vado a dormire - sono stato alzato tutta la notte per leggere in diretta i risultati del referendum e adesso che le cose sono andate bene posso finalmente andare a riposarmi.
Un abbraccio da Mountain View, Seby |
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Scritto da Adriano Basile
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Martedì 14 Giugno 2011 11:09 |
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E... anche se non e' piu' un nome di partito e... anche se mi vien dalla pancia la voglia di gridarlo... continuo a non farlo...
Grande Italia Grande! Forse non tutto e' perduto, rialziamoci!
Sono speranzoso in un cambiamento. Non lo ero... le amministrative del mese scorso credevo fossero un evento circoscritto ad una parte degli italiani, due sole le grandi citta' coinvolte, poi citta' e provincie minori. La pancia suggeriva di dar ascolto ai primi segnali del cambiamento di rotta, diceva che questi c'erano tutti, mentre il cervello teneva il freno a mano tirato: non cambia nulla e' tutto come prima, il nanetto e' ancora li' a fare il bunga bunga. Lo dice anche Briatore.
Pero' poi lo scorso fine settimana un evento m'ha emozionato ed ha iniziato a farmi cambiare idea: entrare nei giardini del Quirinale e' una cosa possibile una sola volta all'anno, vengono aperti la mattina del due giugno. Quest'anno l'evento e' stato spostato alla domenica successiva, il cinque giugno. C'era odor di Patria dentro i giardini, c'era la banda dei carabinieri nei giardini del Quirinale e sentir suonare dal vivo l'inno nazionale e cantarlo a squarciagola fa venire la pelle d'oca. Non eravamo ad una partita di calcio della nazionale, non c'erano calciatori che facevano i pesci per far credere ai telespettatori di saper cantare l'inno, c'erano piu' di cento persone attorno alla banda, tutte come me con gli occhi lucidi. E da questo ho capito...
...dobbiamo tornar bimbi, basta con il dire e pensare che i politici son tutti uguali. Basta con il dire, tutto e' uguale e non cambia nulla, basta con il pessimismo, basta con le tinte fosche, dobbiam guardare avanti con gli occhi di una bimba che davanti all'altare della patria, ha la bocca spalancata e gli occhi sgranati per lo stupore.
Proviamo ad immaginare quale possa essere il futuro del nostro paese che guarderemmo con gli stessi occhi, e lavoriamoci su...
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Scritto da Adriano Basile
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Lunedì 13 Giugno 2011 11:15 |
Sono ancora in attesa dei risultati dei referendum, c'e' ancora spazio e tempo per andare a votare. Chi volesse puo' farlo fino alle 15.
Non so se il quorum si raggiungera', sono speranzoso ma ho l'impressione che il "50% + 1" sara' legato ai voti degli Italiani all'estero. Per cui saremo in un'empasse fino a giovedi', giorno in cui si dovra' decidere a riguardo.
Non sono mai stato d'accordo sul voto degli Italiani all'estero, so che e' un diritto e che tutti gli stati occidentali lo prevedono pero' io distinguerei coloro che vivono all'estero per lavoro con prospettive di rientro in Italia da coloro che ormai han messo su famiglia fuori dai confini italiani.
In altre parole io limiterei lo status di 'avente diritto al voto' fino a quando non metti radici all'estero oppure non rientri in Italia. Se inizi a far parte di una nuova comunita' devi aver diritto a decidere la politica della comunita' in cui vivi e, non in quella dove vivevi e della quale ormai senti parlare in TV. Immagino un "cervello in fuga" a San Jose in California, sei li' da anni, l'azienda per la quale lavori e' americana, versi quindi le tasse in America, hai la previdenza sociale americana ed e' giusto che tu decida il sindaco di San Jose e non il parlamentare italiano. Ancor di piu', legare il quorum di un quesito referendario a te che sei dall'altra parte del mondo lo reputi corretto?
Magari' preferisci decidere se permettere la costruzione di una centrale nucleare sotto casa tua, li' sulla baia, ma quanto te ne frega se la vengono a costruire sotto casa mia?
A me frega, e se risultasse decisivo il tuo voto nel raggiungimento di quel "50% + 1" potrei dire d'esser stato truffato da un migrante. Ma questa volta non e' un migrante sbarcato a Lampedusa.
Sia chiaro "cervello" caro, non ce l'ho con te. Il problema e' qui, in questo strano paese a forma di stivale che ti ha dato il diritto al voto, e passi, ma ti ha dato in mano un potere piu' forte di quel che ho io qui: tu decidi di quel che accade qua, per me non vale il viceversa... |
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Scritto da Adriano Basile
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Mercoledì 25 Maggio 2011 17:30 |
Domenica ci saranno i ballottaggi e le elezioni in Sicilia, qui le cose son sempre in ritardo... la terra che e' normalmente un laboratorio politico di Italia aspetta l'Italia per decidere o riconfermare. Di sicuro alla fine pagano i contribuenti che son chiamati a votare a scaglioni, quando si potevano risparmiare milioni di euro accorpando le amministrative in tutta Italia ed i referendum del 12 giugno.
Quest'ultimi sopravvivono ancora a venti giorni dall'essere. Che assurdita'! Da una parte i promotori che giustamente cercano di far campagna per sensibilizzare le persone sul nucleare, sull'acqua come bene pubblico e su Berlusconi e i suoi ministri. In mezzo ci son le persone che pensano a Fukushima proiettato in Italia e, alle bollette dell'acqua che potrebbero aumentare a dismisura senza che, soprattutto in Sicilia l'erogazione migliori. Qui ci son citta' che vedono l'acqua a giorni alterni e siamo nel 2011. Dall'altra un governo che ha paura solo dell'ultimo referendum che interessa Berlusconi e ne mette in dubbio l'uguaglianza con i resto del popolo italiano.
Si vota il legittimo impedimento. Con la legge attuale se sei un pinco pallino, anche amministratore delegato di una azienda, e vieni chiamato in udienza devi andarci. Altrimenti vengon i carabinieri a casa. Se sei un ministro della repubblica no! Puoi dire che stai leggendo carte nel tuo bell'ufficio o che stai incontrando una escort qualsiasi e non vai. E neanche possono processarti in contumacia.
Andiamo a Votare! |
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